mercoledì 31 luglio 2013

Agostino e il perdono


Certo che avete nemici. Infatti, chi vive in questo mondo senza avere nemici? Amateli! Il peggiore nemico non potrà mai farti tanto danno come quello che ti fai tu stesso se non ami il tuo nemico. Egli può danneggiare il tuo patrimonio, la tua casa, tuo figlio, tua moglie, il tuo corpo, ma non può danneggiare la tua anima, cosa che, invece, tu puoi fare. Desidera il bene per lui, che in lui muoia il male e cosi non sarà più tuo nemico. Cosa guadagni con il male del tuo nemico? Ciò che ti e nemico di lui non è la sua persona, ma la sua colpa. Egli è come te. Se tu, che come lui discendi da Adamo ed Eva, per la bontà di Dio sei rinato a una vita nuova e sei cielo, mentre egli continua ad essere terra, invoca il Padre e prega per i tuoi nemici. Anche Saulo era nemico della Chiesa, ma si pregò per lui e divenne amico. In verità, i cristiani pregarono contro di lui, ma non contro la persona, bensì contro la sua malvagità. Prega anche tu contro la malvagità del tuo nemico, perché essa muoia ed egli viva. Se il tuo nemico muore, non avrai più un nemico, ma nemmeno avrai trovato un amico. Invece, se muore la sua malvagità, avrai perduto un nemico e avrai trovato un amico .

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Potreste obiettarmi: chi può fare questo? Dio lo fa nei vostri cuori. E certo che lo fanno in pochi, essendo calato il numero dei cristiani autentici e così pochi quelli che possono fare questa petizione di verità, amando i loro nemici. Cosa faremo, allora? Vi dirò di non pregare più se non amate i vostri nemici? Al contrario, pregate per poter amare. Pregate per ottenere questo amore e perché ci siano perdonati i nostri peccati, perdonando quanti ci vessano, umiliano e ingiuriano, come fece Gesù (Lc 23, 34) e poi Stefano (At 7,59). Perdoniamo almeno il nemico che ci chiede perdono, per non essere rimproverati da Dio stesso come il servo ingiusto della parabola (Mt 18, 32s), poiché solo dopo aver perdonato chi ti prega, puoi chiedere perdono. Dunque, se non vuoi perdonare il tuo compagno di lavoro, egli andrà dal nostro Padrone e gli dirà: Signore, ho chiesto al mio compagno di perdonarmi, ma egli non ha voluto: perdonami tu. Cosi, ottenuto il perdono del Signore, si sentirà libero, mentre tu continui ad essere legato. Sai perché? Perché il Signore ti dirà: <<Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, cosi come io ho avuto pietà di te?» (Mt 18, 32).


Tratto da: Hamman e Hernàndez, Il Padre Nostro 6: Rimetti a noi i nostri debiti.


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